Festa delle Frazioni: 08/09/2013 .

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Domenica 8 Settembre si è svolta in piazza a Mel la 1^ festa delle frazioni organizzata dalla Pro Loco Zumellese in collaborazione con i gruppi/frazioni partecipanti allo scopo di far riscoprire ai presenti i "dughi de na olta" (giochi di una volta). Hanno partecipato a questa prima edizione: Marcador, Farra, Carve, Zumelle, Laghet (Col-Pagogna), il Gruppo Teatrale e Pellegai. Ciascun gruppo ha organizzato il proprio gioco, ne ha spiegato le regole e ha invitato i membri delle altre frazioni a partecipare.
Al termine di ogni gioco anche il pubblico presente ha potuto cimentarsi e fare un tuffo nel passato.
Nell’occasione abbiamo espresso il desiderio/auspicio di poter prima o poi portare in piazza il ben più antico gioco del Tò-Vegna (in uso dal 1645) che necessità però di particolari condizioni di gioco.

 


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Clicca i link a seguire per andare nel dettaglio: .

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La sfilata:

La manifestazione è iniziata con la sfilata delle frazioni intorno alla piazza per dar modo a tutti di occupare i rispettivi posti. Il corteo di Farra era preceduto dalla falciatrice di Nevio bardata a festa (stile raduno "macchine da segar") con il Palio delle Contrade, il rimorchio carico di bambini e le bandiere delle 4 contrade. La cambusa con i viveri e le bibite di prima necessità è stata ricavata per motivi di spazio sopra la barra falciante (progetto/esecuzione allestimento by Nevio, Paolo e Renato).
Il resto del corteo indossava i colori delle rispettive contrade di Farra.
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Dugar le balète:

Farra ha presentato il gioco delle balète (palline) praticato un tempo dai ragazzini per il quale servono un campo in terra battuta e delle biglie di terracotta. Il campo è stato realizzato davanti all'ufficio tecnico utilizzando la leda (sabbia mista a terra), è stato spianato e battuto a dovere sotto l'attenta regia di Rudi e Adriano; mentre le biglie di terracotta (oggi introvabili) sono state sostituite da quelle di vetro. La tradizione orale ha tramandato 3 varianti del gioco: Busèta, Gàlet e Cèk-Spàna.
A Mel abbiamo rievocato il gioco della Busèta (buca).
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Lo scopo del gioco è vincere le biglie degli avversari e per farlo si deve rischiare la propria; ovviamente le biglie vinte cambiano padrone. Le biglie, una volta sul terreno di gioco, possono essere mosse solo a colpi di dita (spilùc) con movimenti secchi e senza accompagnare la pallina.
Il turno di gioco è stabilito in base all’abilità dei giocatori che devono piazzare con un lancio la propria biglia il più possibile vicino a una riga tracciata a 3 metri di distanza (fase denominata "Seguràr").
Inizia per primo chi ha piazzato la biglia più vicino alla riga poi, a seguire, tutti gli altri.

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Gioco n°1 "Busèta":....(la variante proposta in piazza)

Per vincere le biglie bisogna farle entrare nella busèta (buca ricavata sul campo di gioco). I giocatori
a turno lanciano la propria biglia cercando di piazzarla il più possibile vicino alla busèta. Inizia quindi la fase di gioco a terra nella quale il turno di gioco è stabilito dalla vicinanza delle palline alla busèta.
Il giocatore che ha la pallina più vicina deve farla entrare nella buca con un sol colpo, se vi riesce la vince, sennò tocca al secondo che a sua volta deve far entrare la biglia in buca (si gioca sempre sulla biglia più vicina alla busèta). Chi manda la pallina in buca continua a giocare sulla biglia successiva finchè sbaglia. Per favorire le traiettorie delle biglie i giocatori durante il loro turno possono dire: "Tremus-via" e pulire col palmo della mano lo spazio fra la pallina e la buca ma devono essere veloci perché gli avversari possono bloccare l’operazione se sono pronti a rispondere: "Tremus-là".
La partita termina quando tutte le palline sono state vinte.
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Gioco n°2 "Galèt":

Per vincere bisogna colpire le palline che devono essere posizionate a formare una linea orizzontale.
La prima biglia a sinistra è chiamata Galèt. Ciascun giocatore piazza orizzontalmente la propria biglia sul terreno di gioco in modo che sia leggermente staccata dalla precedente e si porta a 3 metri di distanza. A turno tutti lanciano la propria biglia cercando di colpire il Galèt o un’altra pallina fra quelle in linea.
Chi colpisce una biglia la vince e vince anche tutte quelle alla destra di quella colpita, ovviamente chi colpisce il Galèt vince in un sol colpo anche tutte le altre.
Esiste anche una variante più difficile con le biglie disposte secondo una linea verticale nella quale il Galèt è la pallina più vicina ai giocatori. La partita termina quando tutte le palline sono state vinte.
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Gioco n°3 "Cèk-Spàna":

Ogni giocatore piazza a caso una sua pallina sul terreno di gioco, poi da 3 metri di distanza ciascuno lancia a turno la propria biglia cercando di colpire una di quelle avversarie. Le palline colpite con il tiro diretto sono vinte e possono essere raccolte. Il nuovo turno di gioco viene stabilito in base alla vicinanza fra la biglia lanciata e quella posizionata. Chi ha tirato la biglia entro una spanna (4 dita) dal bersaglio può raccoglierla e cercare di colpire nuovamente il bersaglio facendola cadere verticalmente dalle mani (se la centra vince la biglia). Durante il proprio turno chi è distante più di una spanna dal bersaglio deve tentare di avvicinasi alla biglia avversaria con uno spilùc.
Il Cèk che si sente dal contatto delle biglie da il nome a questo gioco (Cèk-Spàna); la partita termina quando tutte le palline sono state vinte.
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Adesso tocca al pubblico:

Terminata la manche riservata ai rappresentanti delle frazioni è toccato al pubblico presente provare il gioco; ai bambini non pareva vero di poter giocare sulla sabbia con le biglie.
Dopo la prima partita, sotto con la seconda, poi la rivincita e così via con il premio delle biglie vinte.
A giudicare dai volti accesi e dagli sguardi lucidi anche molti "bambini d'un tempo" avrebbero voluto rimettersi carponi per riassaporare la gioia delle sfide passate.
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Gli altri giochi proposti:

Come detto ciascun gruppo ha organizzato un gioco del passato, ecco quindi che Marcador ha proposto il gioco delle torri di legno, Carve il tiro al borsolot, Zumelle "sgarnelar panòje", Laghet al "dugo coi zercoi", il gruppo teatrale la staffetta con i trampoli e Pellegai la corsa coi "còzet".
Mancano foto dei giochi di Carve e Laghet, se qualcuno ne avesse può mandarle a
info@cralfarrese.it
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Polenta e festa finale:

Come da programma, durante i giochi, i Gruppi Frazionali hanno preparato una polenta ciascuno che è stata poi mangiata sotto il capannone assieme a formaggio e soppressa offerti dalla Pro Loco.
Il buffet era aperto a tutti (pubblico e partecipanti); buona la partecipazione del pubblico
nonostante la costante minaccia di pioggia che ha in parte rovinato il finale della manifestazione.
Per noi che abbiamo partecipato è stata una giornata molto divertente e pensiamo che possano dire altrettanto anche gli altri.
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Nella nostra postazione molti "bambini d'un tempo" erano curiosi di rivedere uno dei passatempi preferiti della loro giovinezza e parlando con gli interessati sono emersi anche dei curiosi aneddoti come per esempio la "fabbricazione clandestina" delle biglie. Le palline di terracotta si acquistavano in bottega, ma chi non poteva se le faceva con la creta presa dal torrente Ardo, poi modellata e seccata al sole.
Queste palline erano scadenti e fragili ma apparentemente uguali alle altre quindi finchè tutto filava liscio si giocava, ma appena qualcuno si accorgeva dell'inganno iniziavano le liti...
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questo è tutto... grazie a chi ha partecipato e
appuntamento alla prossima edizione !!!
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