... Sagra dei Amoi e de le Palote ...

 

La sagra dei Amòi e de le Palòte è una tradizione antica legata alla cultura rurale del nostro paese.
Si svolge alla fine dei lavori sui campi di granoturco e si festeggia riponendo il "Sarcòl" (zappa) e la "Palòta" (attrezzo usato per ripulire zappe/aratri dalla terra). Il periodo in oggetto è la seconda domenica di luglio e coincide con lo svezzamento del granoturco: "a San Piero (29 giugno) al ghe tòca la panza al pugliero" come ricorda Gianfranco Miglioranza ed è questo il periodo in cui maturano "i Amoi" tipiche prugne della zona e del periodo (fine giugno/primi di luglio).

Le origini della sagra si perdono nel tempo e vengono fatte risalire al 1800 secondo quanto raccolto dalle testimonianze orali degli anziani. Nel 1980 il CRAL Farrese ha indetto un concorso sul tema:
"Sagra di Farra, origini, significato storico, mutamento delle tradizioni fino ai giorni nostri".
Su dodici temi presentati ne furono premiati quattro, uno dei quali venne pubblicato sul giornale della Sinistra Piave l'Ombra (Agosto 1980).

Dal 1986 la sagra di Luglio è riservata alla sola popolazione di Farra e dintorni con l'intento di coinvolgere e far incontrare in un clima di festa gli abitanti della frazione.
La sagra dura solo due giorni ma è organizzata secondo uno schema preciso in tre differenti momenti: conviviale (cena del paese), culturale (mostra di pittura) e agonistico (palio delle contrade).
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Programma edizione 2014: ...
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Sabato 12:

ore 20:00 ........ Cena del paese
a seguire....... .. spettacolo di cabret con Giorgio Dall'Osta
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Domenica 13:

ore 10:00 ..........S.Messa nella chiesa di S. Antonio a Farra di Mel
ore 11:00 ..........Inaugurazione mostra di Pittura dell'artista Mario Facchin (ex scuole di Farra)
ore 15:00 ..........Palio delle Contrade 29^edizione
ore 16:00 ..........Tutti sui gonfiabili per la gioia dei bambini
ore 19:00 ..........Consegna Palio alla contrada vincitrice e bicchierata alle ex scuole di Farra
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Sabato 12: ...cena della frazione


Sabato ore 20 presso il campo sportivo di Pian del Toro c’è stata la tradizionale serata conviale dedicata
agli abitanti della frazione giunta alla 29^ edizione. Il menù del giorno prevedeva un'ottima pasta al ragù, seguita da secondo, caffè e gelato. Alle pentole gli instancabili Edy, Romeo, Endrio e Nevio; allo smistamento Anna Rosa, Michiline, Gianfranco e alla distribuzione le insostituibili ragazze del CRAL (vedi foto).
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L'affluenza è stata inferiore alle attese in parte a causa della pioggia, forse per via della difficile situazione economica e probabilmente per la mancanza del "festival di SanTaniss" che ha fatto scemare l’interesse a partecipare alla cena. Il Festival di SanTaniss (artisti allo sbaraglio) è andato in scena dal 1998 al 2010 ed è stato sospeso nel 2011 per le note difficoltà nel reperire i suonatori (non è facile tenere il ritmo di chi canta).
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Come nello scorso anno, lo spazio del Festival di SanTanis, è stato occupato da uno spettacolo di cabaret che stavolta ha visto protagonista il nostro Giorgio Dall'Osta, mentre nell'intervallo si è svolta la lotteria.
Beh, ci dispiace per chi non era presente perchè lo spettacolo è stato davvero divertente con Giorgio che ha dato fondo a tutto il suo repertorio spaziando dalla recitazione alle imitazioni con gag e battute per oltre un'ora senza dimenticare "l'avvocato toscano" (suo cavallo di battaglia) e complimenti ai 3 fortunati che si sono accaparrati i gustosissimi premi della lotteria.
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Domenica 13: ..."La festa dei cromatismi" - Mario Facchin


Domenica 13 luglio alle 10:00 è stata celebrata la Santa Messa nella chiesa di S. Antonio a Farra, seguita
alle 11:00 dall'inaugurazione della mostra di pittura: l'appuntamento culturale del CRAL Farrese dedicato
agli artisti che hanno un legame di appartenenza/amicizia con Farra. Quet'anno dal 13 al 20 luglio la mostra è stata dedicata a Mario Facchin con il patrocinio del Comune di Mel e della Banca Popolare dell'Alto Adige.
L'inaugurazione è stata diretta da Gianfranco Miglioranza che ha affidato la presentazione dell'artista ad Alessandra Caldart autrice di una presentazione esplicativa, appassionata, apprezzata e competente.
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In rappresentanza dell'amministrazione comunale c'erano i Consiglieri GiamPaolo Ben e Simone Deola e poi tanti altri fra artisti, amici e conoscenti. La mostra gode di un pubblico partecipe, attento e fedele alla manifestazione e i quadri di Mario hanno allargato la cerchia degli ammiratori (vedere un ragazzo di dieci anni correre verso l’esposizione come su un prato fiorito gridando "che bello" è il segno più tangibile).
Ma veniamo alla mostra, una quarantina i quadri, disposti in modo regolare quasi da sembrare scontato, a fare la differenza oltre ai soggetti, i vari metodi di pittura.
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Seguono alcuni estratti dalla presentazione di Alessandra Caldart:
"Rimane centrale nell’ispirazione di Facchin il paesaggio, ma è duplice il modo di trattarlo: ci sono innanzitutto i paesaggi reali o di fantasia che hanno subito un processo di astrazione, cioè sono stati semplificati nelle loro forme essenziali; ci sono poi composizioni astratte dalle quali emergono elementi paesaggistici.
Nella realizzazione delle sue opere, l’artista non sceglie una sola tecnica pittorica, non si identifica con essa, ma si misura con tecniche diverse e per certi aspetti, antitetiche. Infatti, si cimenta con la pittura ad olio che è densa, pastosa e luminosa per definizione, ma contemporaneamente lavora con l’acquerello che suggerisce, con i suoi colori tenui, atmosfere leggere, a volte evanescenti, sempre evocative.
Durante gli ultimi quattro anni, l’artista riflette quotidianamente sulle possibilità di queste due tecniche pittoriche, e non si stanca di imparare frequentando corsi e cercando dei maestri per esplorare le possibilità dell’acquerello".
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"Inoltre l’acqua, nella quale il mondo si riflette deformato, è anche il luogo in cui l’artista esplora la possibilità della pittura astratta, si interroga sul modo di accostare i colori e le forme, secondo un linguaggio del tutto nuovo, seguendo così la grande lezione del maestro dell’astrattismo Kandinski.
Questo straordinario pittore russo piace a coloro che amano viaggiare nella propria anima o nell’anima del mondo senza aver paura di staccarsi da una solida prestabilità, a volte noiosa realtà materiale contingente".

Alessandra, nella sua vasta esposizione, che con sintesi è riuscita ad esprimere nella presentazione, ma che per motivi di spazio è riportata solo in alcuni passaggi, conclude con una domanda importante:
"È capitato che artisti anticipassero il futuro, ne vedessero squarci con le loro opere letterarie o figurative.
E se anche Mario avesse avuto una premonizione del futuro nei suoi lunghi viaggi spirituali?
Dopo il caos, i terribili fatti di cronaca di questi anni, forse su tutto è destinata a trionfare la forza serena, azzurra e silenziosa del bene!"

C’è certamente una parte di vero in quanto dice Alessandra, ma una forza serena e tanto azzurro arrivano anche dalla splendida nipotina che gli è tanto vicina… e sarà sempre fonte di ispirazione.

Gianfranco Miglioranza.....................

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Domenica 13: ...29° Palio delle Contrade


Alle 15 è stata la volta del Palio delle Contrade momento agonistico e clou della sagra di Luglio.
L'edizione n°29 ha visto sfilare: Pian del Toro, Pradon, Crosere e Camont nel corteo chiassoso e colorato
che ha animato le vie del paese e che prelude alla battaglia sportiva nel torneo di tò Vegna.
Il tempo incerto e le catastrofiche previsioni metereologiche hanno determinato la disdetta dei giochi gonfiabili per i più piccoli, ma niente paura: vi rifarete il prossimo anno.
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Il Palio stavolta lo vincono meritatamente le Crosere davanti a: Camont, Pradon e Pian del Toro (vedi link).
La giornata è proseguita alle ex scuole di Farra con la premiazione dei vincitori, la bicchierata in allegria e si
è conclusa con i festeggiamenti per le vie del paese.
Bellissima la manifestazione e sempre numerosa la partecipazione degli abitanti di Farra e dei bambini protagonisti ad ogni singolo evento: al campo, alla sfilata, alla premiazione e alla festa finale.
Nella pagina dedicata al Palio delle Contrade trovate cronaca e foto dell'evento.


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Origini della sagra: .... dagli albori al 1980


Le origini della sagra si perdono nel tempo e in mancanza di documenti è difficile dire quando sia nata.
Di fondamentale importanza sono dunque le memorie degli anziani e provvidenziale è stata nel 1980 l'iniziativa del CRAL Farrese che con lungimiranza ha indetto una mostra per premiare la palota più caratteristica e un concorso sul tema:
"Sagra di Farra, origini, significato storico, mutamento delle tradizioni fino ai giorni nostri".

Al concorso hanno partecipato in 12: Emanuela e Damiano Caffont, Marzia Chittaro, Cora e Gianna Colle, Monia Conti, Irena Cristin, Daniele Dal Fara, Flavio Dal Piva, Gisella Giacomin, Mauro Scaraffiotti e Helmuth Zanin. Sono stati premiati: Monia, Irena, Manuela e Gisella. Su l’Ombra nel numero di Agosto 1980 venne pubblicato il tema di Gisella che qui riproponiamo e che ben sintetizza la storia della sagra.


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La sagra di Farra, sue origini e significato storico.

Mutamento delle tradizioni fino ai nostri tempi.

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Dalle testimonianze degli anziani che sono andata a intervistare ho ricavato queste notizie: la sagra è una festa paesana; è stata chiamata "delle palote" perché è nata per festeggiare la fine della zappatura nei campi e siccome la palota è un arnese per pulire la zappa l’hanno voluta soprannominare così.
La sagra non è nata solo per questo motivo, ma anche per inaugurare la fine del restauro della Chiesa di Sant’Antonio, avvenuta in una seconda domenica di Luglio verso il 1800 (data non precisa in quanto mancano testimonianze scritte e pochi credo sappiano quando è nata veramente la sagra).

A quei tempi le donne anziane la mattina della sagra andavano a Messa con legato attorno ai fianchi un nastro colorato al quale era appesa la "Palota" che il parroco benediva per propiziare un buon raccolto.
Finita la messa i bambini che erano vestiti con il loro miglior abito, si precipitavano fuori dalla chiesa correndo per raggiungere la giostra al più presto. Per tutto l’anno i bambini avevano messo da parte dei soldi per quel tanto atteso giorno e adesso non volevano perdere neanche un momento per raggiungere quel  divertimento.

A quel tempo non c’era l’elettricità e così la giostra non andava a motore ma funzionava così:
nel centro c’era uno spazio rotondo in cui era posto un asinello, alto circa un metro, che era legato alla giostra e girando continuamente la faceva funzionare.
C’erano moltissime bancarelle di dolciumi, quelli più gustosi erano: il croccante, il mandorlato, ma c’era un dolce che per i bambini era più buono, si chiamava "Buzolà" era una specie di ciambella rotonda di varia grandezza. Veniva anche un carretto di gelati, di cui i bambini andavano ghiotti, che era trainato da un cane che apparteneva a Riccardo Bonesso.

Moltissima gente veniva da lontano, cerano perfino gli zingari con le loro carovane, si accampavano per 15 giorni circa. Essi accendevano il fuoco in mezzo alla strada per riscaldarsi di sera e per cucinare il cibo.
La gente non li vedeva di buon occhio. Anche i pasti erano migliori; per l’occasione mangiavano pollo o brodo o pastasciutta che era un pò scura e non era come quella di oggi.
Gli uomini che non erano a lavorare facevano baldoria e di sera non erano neanche capaci di stare in piedi da quanto ubriachi erano. La sera i bambini ritornavano a casa molto tardi, ma erano felici della bella giornata.

Poi con l’andar del tempo vennero le giostre a motore. Le bancarelle incominciavano a riempirsi anche di giocattoli e il carretto di gelati veniva più di rado. C’erano moltissimi dolci uno diverso dall’altro ed i prezzi erano aumentati: infatti non si pagava più con i centesimi ma con le lire.

Dopo qualche anno vennero le autovolanti, con lo stupore di tutti i bambini. I gelati si trovavano in qualunque bar e i dolci anche; così le bancarelle erano poche, c’erano solo quelle dei giocattoli.
I bambini non prendevano più la sagra così allegramente come facevano i loro genitori quando erano piccoli; questo  succedeva perché erano abituati ad avere quasi tutto.

Dopo qualche anno vennero gli autoscontri, che ci sono anche adesso. Per noi ragazzi la sagra è un fatto normale e quindi questa festa non ci entusiasma più molto, anche se alle volte non vediamo l’ora che arrivino gli autoscontri. Noi abbiamo proprio tutto e non ci rendiamo conto di quanto erano felici i nostri antenati quando arrivava la sagra delle Palote.

Gisella Giacomin (1^ media)

 

Origini della sagra: .... dal 1986 ad oggi


Dal tema di Gisella traspare evidente la lenta decadenza della sagra con il mutare degli interssi della gente che non si accontentava più di bancarelle e autoscontri.
Per questi motivi il CRAL pensò a dei festeggiamenti alternativi che rendessero protagoniste le persone coinvolgendo e facendo incontrare in un clima di festa gli abitanti della frazione. Ecco quindi che dal 1986 alla sagra di Luglio non ci sono più la frasca, le giostre e il tiro a segno, in compenso il clima di festa è garantito dai contradaioli con il ritrovo per la cena paesana, le manifestazioni collaterali e il Palio delle Contrade.

Si comincia nel 1986 con manifestazioni sportive di vario tipo: partite di calcio fra boce, nubili/sposate e scapoli/ammogliati. Il 1° Palio delle Contrade preceduto dalla variopinta e folkloristica sfilata riscuote un successo sorprendente, vengono organizzati ben 17 giochi diversi nei quali sono coinvolti giovani e adulti dai bambini agli anziani e ciascuna categoria contribuisce a portare punti per far vincere la rispettiva contrada.

Nel 1987 le iniziative si moltiplicano (leggi il manifesto) con proiezioni di cartoni animati, diapositive su Farra, incontri scapoli/ammogliati e la mostra fotografica: "Farra sguardo nel passato luoghi e personaggi".
Sull'onda dell'entusiasmo viene commissionato il dipinto del Palio a Renato Scarton su bozza di uno schizzo con i simboli delle contrade: Crosere (quattro mani con un Sole al centro), Camont (2 scoiattoli contrapposti che tengono una ghianda), Pian del Toro (un toro che carica) e Pradon (ranocchio con quadrifoglio).

Negli anni le manifestazioni si susseguono allargandosi all'ambito teatrale e ospitando sia spettacoli organizzati ("I lazzaroni", "I balconi sul Canalazzo", "Scandalo sotto la Luna", "La casa nova") che caserecci: "spettacoli vari con artisti paesani"; in particolare il varietà proposto da: "I svanzerot" dal 1998 diventa "Festival di SanTanis" (artisti allo sbaraglio) interrotto dal 2011 per la difficoltà nel trovare musicisti che vadano a tempo con i cantanti... "boni tutti a sonar a tempo de musica".

Le iniziative nel tempo hanno toccato anche i temi della tradizione con la "mostra dei laori fati da quei de Fara co le so man" e l'ambito artistico con svariate mostre di fotografia e le numerose mostre di pittura dedicate ad artisti locali.
Nel 2006 ricordiamo anche la 1^ esibizione pubblica del coro "Sempre Cantar" diretto
da Ardiano Moret e composto da persone provenienti da varie zone del Comune.

Come molte altre, la sagra di Luglio è stata segnata dal cambiamento dei tempi e dalle mode che in molti casi hanno decretato la fine delle tradizioni; è giunta ad un bivio decisivo e ha saputo rinnovarsi nel contesto naturale in cui è nata: le persone che abitando la frazione ne compongono il tessuto sociale e sono i primi protagonisti della festa e della vita del paese.

A noi tutti dunque spetta il compito e piacere di continuare la tradizione.